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Articolo del 03/Aprile/2006
IL DUOMO DI ORVIETO

La piazza del Duomo, costruita nel punto più alto della città, è attorniata dai Palazzi Papali, dagli edifici che furono residenza dei canonici e dalla torre del Maurizio, e dominata dalla scenografica facciata del Duomo, gioiello dell'architettura romano-gotica e palinsesto della pittura e scultura italiana di oltre tre secoli (XIII-XVI).
Il Duomo di Orvieto, dedicato alla Vergine maria Assunta, è il monumento simbolo della
città.
Il Papa di allora, Urbano IV, volle consacrare, facendo costruire questa imponente cattedrale, il cosiddetto "miracolo del sangue": durante una messa tenuta nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena da un prete boemo, durante l'Eucarestia dal Pane spezzato sgorgò sangue che cadde sul corporale ora racchiuso in un bellissimo Reliquiario Gotico.

L'opera fu iniziata in forme romaniche: il progetto era probabilmente di Arnolfo di Cambio e prevedeva una pianta basilicale a tre navate con abside semicircolare e la facciata terminante in un'unica cuspide. La direzione dei lavori fu affidata a Fra Bevignate.
La trasformazione in stile gotico avvenne per mano di Giovanni di Uguccione prima (inserimento di volte a crociera) e di Lorenzo Maitani poi. Fu proprio questo architetto a dare alla chiesa, tra il 1305 e il 1330, quell'imposizione che ancora oggi la caratterizza.
Egli risolse i problemi statici dell'edificio rafforzando la struttura mediante archi rampanti, ridisegnò l'abside che divenne quadrata e progettò la splendida facciata.
I successivi interventi sulla struttura del Duomo, che coprono un arco di tre secoli, rispettarono sostanzialmente il progetto iniziale del Maitani ed impegnarono numerosi artisti: Andrea e Nino Pisano, Andrea Orcagna, Antonio Federighi, Michele Sanmicheli, Antonio da Sangallo il Giovane, Simone Mosca, Raffaello da Montelupo, Ippolito Scalza e Curzio Testasecca.


Il vero capolavoro dell'arte gotica italiana, comunque, è la facciata. La sua realizzazione, iniziata
nel 1310 circa, può considerarsi architettonicamente conclusa nel 1532. E' stata definita "un grandioso trittico": essa infatti, 'appoggiata' alla costruzione, si presenta tricuspidata. La superficie è scandita verticalmente da quattro pilastri a fascio, terminanti in delle guglie, poggiati su uno zoccolo ornato di bassorilievi raffiguranti Storie del Vecchio e del Nuovo testamento, tra cui alcuni eseguiti dal Maitani. Una loggetta ad archi trilobi divide in due la facciata che è ulteriormente sottolineata da cornici marcapiano che la tagliano orizzontalmente. Tra i pilastri si aprono tre portali, cuspidati come la facciata. Nella parte alta, al di sopra del portale centrale, si ammira un elegantissimo rosone realizzato dall'Orcagna a metà del '300. La facciata è interamente decorata da mosaici su fondo oro.
I tre portali sulla facciata sono di grande effetto. Quelli laterali terminano ad ogiva, mentre quello centrale a tutto tondo; la strombatura ha una stupenda decorazione che vede alternarsi una serie di colonnine con fascioni decorativi. Nel 1970 furono sostituite le antiche porte lignee con quelle bronzee realizzate da Emilio Greco. Nella porta centrale, suddivisa in sei pannelli, sono raffigurate le sette opere della Misericordia. Le porte laterali sono caratterizzate dalla presenza di due angeli molto grandi che sostituiscono i battenti.

Anche all'interno l'impronta del Maitani rimane ben visibile, soprattutto nella tribuna, collocata sopra le ali dei contrafforti orientali, la cui costruzione fu terminata dopo la sua morte avvenuta nel 1330.
Sui muri delle navate laterali si aprono dieci cappelle con volta a mezza cupola. Il pavimento del Duomo è in marmo rosso di Prodo, e fu iniziato nel 1347 per essere poi completato fra il 1383 ed il 1388. Il fonte battesimale, in fondo alla navata laterale sinistra, sotto il primo arco, fu disegnato ed iniziato da Luca di Giovanni nel 1390 e nel 1406 Sano di Matteo completò l'opera aggiungendo una vasca monolitica in marmo rosso, poggiante su otto leoni, il tempietto.

Di faccia al fonte battesimale, sulla parete di sinistra, si può notare la stupenda Maestà, opera di Gentile da Fabriano (1425). La navata centrale culmina con uno stupendo finestrone gotico, alto 16.30 metri e largo 4.55 metri, iniziato da Giovanni Bonino di Assisi (1325), poi terminato da Nicola di Nuti nel 1334, la cui vetrata si compone di quarantotto riquadri riproducenti le storie della Vergine e
di Gesù, figure di Santi, dei Dottori e degli Evangelisti.
Le pareti dell'abside presentano affreschi eseguiti da Ugolino del Prete Ilario e Pietro di Puccio fra il 1370 ed il 1380. Tali affreschi, in parte perduti, rappresentano nella volta la "Gloria di Maria" e nelle pareti la "vita di Maria".
L'abside è divisa dal transetto da una grandiosa gradinata in travertino sormontata da una balaustra in marmo rosso scuro, opera di Ippolito Scalza al quale si deve pure la Pietà, gruppo di quattro figure altamente espressive, scolpite in un unico blocco marmoreo. Da vedere la bella e monumentale architettura dell'organo, situato sopra la porta della Cappella del Corporale, dipinto poi da Cesare Nebbia, e la statua a destra della balaustra rappresentante l'Ecce Homo del 1608, ultima opera dello Scalza.

Da notare sono anche il Cristo alla colonna, dalla parte sinistra della balaustra, di Gabriele Mercanti (1627) e Adamo ed Eva nella parete opposta alla crociera rispettivamente di Toti e di Montelupo.
All'interno, oltre alla Cappella del Corporale, eretta intorno al 1350 d.C. da Andrea Pisano per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena e alle varie cappelle strutturate con volte a crociera, spicca per importanza dei cicli pittorici in essa custoditi la Cappella di San Brizio: un vero e proprio capolavoro di arte, cultura di senso sacro e di espressività. Iniziata nel 1408, fu affrescata nel 1447 dal Beato Angelico che dopo aver eseguito appena due vele della volta a crociera interruppe il lavoro, ripreso dopo fasi alterne da Luca Signorelli, il quale nel 1504 completando la decorazione della volta e delle pareti con la rappresentazione del Giudizio Universale realizzò il suo capolavoro. La Cappella del Signorelli resta un punto fermo nell'arte mondiale.

Orari visite:

Novembre - Febbraio
07:30 - 12:45
14:30 - 17:15
Marzo e Ottobre
07:30 - 12:45
14:30 - 18:15
Aprile - Settembre
07:30 - 12:45
14:30 - 19:15

Ingresso gratuito
Tel. +39 0763 341167



     
     






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