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Quadrimestrale d' informazione culturale

dell' Istituto Storico Artistico Orvietano

Anno VII N. 18-19-20 agosto 2007

Archivio O.P.S.M.

Per esser ottimisti…

La situazione culturale della città risulta particolarmente interessante. Riguardo all’analisi
del presente ed alla delineazione di possibili sviluppi futuri, le opinioni appaiono diverse e spesso contrapposte.
Certo è che il momento, dopo significativi cambiamenti amministrativi e pure istituzionali,
potrebbe interpretarsi come fase preparatoria per una svolta decisiva, che sappia finalmente
proporre costruttive progettualità di crescita intellettuale, con scelte condivise e partecipate,
che portino, come auspicato diffusamente, alla attivazione di iniziative concrete, alla realizzazione di eventi di reale levatura, con ricadute nel tessuto sociale ed economico.
Sembra giunto, senza ripensamenti, deroghe o deleghe, il tempo delle attuazioni. Il turismo
e la cultura sono l’immagine e le basi economiche di questa Rupe meravigliosa, che merita
ed invoca sviluppo e innovazione da tempo agognati.

Museo dell’Opera del
Duomo di Orvieto

Inaugurate le nuove sale espositive

L’Opera del Duomo di Orvieto ha recentemente inaugurato l’apertura
della Sala delle Sinopie e della Galleria degli Affreschi, portando così
a compimento il programmato incremento degli spazi espositivi dei
Palazzi Papali.
Le due nuove sale restituiscono materiali artistici di notevole valore che da
anni giacevano nei depositi e che sono stati in molta parte restaurati
dall’Istituto Centrale per il Restauro, grazie alla cui collaborazione sono
stati anche avviati nuovi e importanti progetti per il recupero e la valorizzazione di altri segmenti della raccolta orvietana.
Il percorso espositivo prende avvio dalla Galleria degli Affreschi, ospitata a
piano terra in un suggestivo ambiente addossato ai contrafforti della cattedrale, con una serie di splendidi dipinti murali staccati, provenienti da chiese
e conventi della città, che bene illustrano quel peculiare “tracciato orvietano”
della pittura dei secoli XIII, XIV e XV. Per la prima volta sono fruibili come
excursus organico, cronologicamente e stilisticamente selezionato.
Al primo piano dell’ala residenziale aggiunta all’epoca di papa Martino IV si
trova invece la Sala delle Sinopie, struttura di rilevante interesse architettonico, sorretta da poderose arcate gotiche e aperta da eleganti bifore sul prospetto laterale del Duomo: essa ospita, appunto, i grandi pannelli delle sinopie degli affreschi trecenteschi della cappella del Corporale in Duomo, distaccate in occasione dei restauri eseguiti tra il 1975 e il 1980. Nella sala è
stato, poi, collocato un gruppo composito e cronologicamente articolato di
dipinti, sculture e oggetti decorativi, differenti per epoca e provenienza.
Accolgono il visitatore due singolari raffigurazioni angeliche: la statua cinquecentesca di San Michele Arcangelo realizzata da Raffaello da Montelupo
per la facciata del duomo e l’Angelo in terracotta smaltata, già nel monastero orvietano del Buon Gesù, che potrà finalmente fornire un nuovo
tassello per una storia della ceramica rinascimentale a Orvieto.
Due anche le imponenti pale d’altare includenti dipinti riferibili al periodo tardo-quattrocentesco: monumentale quella proveniente dalla chiesa di
San Giovenale che conserva l’originale carpenteria ricca di intagli dorati e
raffigura la Madonna in trono tra i due santi titolari, San Giovenale e San
Savino, con storie dei due santi nella predella; raffinatissima e fiammeggiante di gotico quella forse originariamente posta su uno degli altari del
Duomo, che racchiude entro un composito tabernacolo con stemmi gentilizi un dipinto cinquecentesco di Madonna con Bambino.
Molte sono poi le interessanti testimonianze di pittura devota e di sacro
arredo riferibili ai secoli XVI, XVII e XVIII, icone, tavole, argenti e altri
oggetti preziosi.
Di rilievo anche la restituzione del dipinto settecentesco che raffigura
Santa Maria Assunta titolare della cattedrale oltre che patrona della città,
eseguita dall’orvietano Ludovico Mazzanti per una delle due cappelle gentilizie della controfacciata del Duomo.
A conclusione del percorso, una “finestra” sull’Ottocento orvietano, la cui
entità è ben testimoniata dalla presenza di opere di Giovanni Duprè e
Cesare Fracassini; una curiosità, anche per la particolare vicenda critica
che l’accompagna, è rappresentata da un dipinto su laterizio tradizionalmente noto come l’Autoritratto di Luca Signorelli.
Con l’apertura delle due nuove sale, integrate nel percorso espositivo
inaugurato nel 2006, l’Opera conferma il suo impegno a restituire alla
fruizione gli importanti capolavori artistici delle sue collezioni e a consolidare la sua missione di istituzione culturale attiva e vitale.
.................continua

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